Maurizio Bortolotti, Palais de Tokyo, «Juliet», n. 107, aprile-maggio 2002, pp. 26-29
| Rivista | Juliet |
|---|---|
| Data | 2002/04 |
| Numero | 107 |
| Cit. bibliografica | Maurizio Bortolotti, Palais de Tokyo, «Juliet», n. 107, aprile-maggio 2002, pp. 26-29 |
| Contributo | Testuale |
| Autore | Bortolotti, Maurizio |
| Titolo | Palais de Tokyo |
| Descrizione | Segnalazione della riapertura del Palais de Tokyo a Parigi, descritto come spazio espositivo "senza identità", dove le opere si relazionano in modo inedito con luogo e spettatore. Tra gli artisti presenti: Kay Hassan [sudafricano], con un’installazione che evoca le strade di Johannesburg; Beat Streuli, con immagini fotografiche di persone di origini diverse stampate sulle vetrate; Michael Lin [taiwanese], che ricopre il pavimento con decorazioni floreali e un’area per la cerimonia del tè orientale; Meschac Gaba [beninese], con il suo museo d’arte contemporanea africano adattato allo spazio; Surasi Kusolwong [thailandese], con bancarelle di oggetti economici dalla Thailandia venduti a un euro; Subodh Gupta [indiano], con opere che riflettono su produzione e mercato. La mostra sottolinea il valore della diversità culturale e l'apertura dell’arte nel contesto globale. |
| Nomi | Declerc, Alain, Gaba, Meschac, Gupta, Subodh, Hassan, Kay, Kusolwong, Surasi, Streuli, Beat |
| Area geografica | Benin, India, Libano, Repubblica del Sudafrica, Taiwan, Thailandia |
| Tag | afrodiscendenza, confronto tra culture, identità culturale, lessico, prospettiva globale |
| Lessico | abito orientale, africano, cinese, condizione culturale, europeo, globalizzazione della cultura, museo africano, orientale, provenienza africana, senza identità, thailandese |



